Ottenere unità nel matrimonio
“Se ogni coniuge cerca sempre gli interessi, le comodità , e la felicità dell’altro, l’amore … crescerà ” (Spencer W. Kimball, Marriage and Divorce [Salt Lake City: Deseret Book, Co., 1976], p. 23).
I Mormoni credono che l’ unità nel matrimonio è una base importante per allevare con successo dei figli. Se una marito e una moglie non si sostengono l’un l’altro, indeboliscono molto la loro influenza sui figli. Comunque, se sono umili e si sforzano di ottenere un’unità più grande, essi possono insegnare ai loro figli lezioni valide, sia formalmente e informalmente.
Il Presidente (della Chiesa mormone ) Spencer W. Kimball dichiarò: “E’ certo che quasi ogni buon uomo e ogni brava donna possono avere felicità e un matrimonio di successo se entrambi vogliono pagarne il prezzo ” (Marriage and Divorce, p. 16). Quella che è una balda dichiarazione in un periodo in cui così tanti matrimoni sembrano così disturbati.
I Mormoni pongono grande importanza su un concetto chiamato matrimonio eterno – essi credono che le persone possano essere sposate per sempre se sono spostate in un tempio mormone . Nel credo mormone , se un coniuge si sta sforzando onestamente di vivere di vivere una vita retta, tenta di amare il partner incondizionatamente e permettono loro di fare le loro scelte, il matrimonio non può fallire. Comunque, se entrambi gli sposi onorano gli impegni che hanno contratto al matrimonio, esso può durare per sempre, in amore e fede.
Nell’esaminare il vostro ruolo nel promuovere l’unità nel vostro matrimonio, consideriamo le seguenti domande:
- Riconosco me stesso e il mio coniuge come persone con dignità e valore (vedere Efesini 5:2829) ?
- Voglio vedere il mio partner come mio migliore amico?
- Voglio mettere al primo posto l’interesse del mio matrimonio e del mio partner?
- Vedo come I miei atti egoistici feriscono il mio sposo?
- Cerco guida spirituale nel risolvere i disaccordi ?

Uno degli ultimi Presidenti (anche della chiesa mormone Church) Ezra Taft Benson diede ai mariti il seguente consiglio:
“Una volta che stabilite che una delle priorità più alte nella vostra vita è di far sì che vostra moglie e I vostri figli siano felici, allora farete tutto quel che è in vostro potere per far ciò. Non sto parlando solo di soddisfare I desideri materiali, ma di provvedere al alcune necessità vitali come l’apprezzamento, i complimenti, il conforto, l’incoraggiamento, l’ascolto, e il dare loro amore ed affetto, ” (In Conference Report, Apr. 1981, p. 47; or Ensign, May 1981, p. 34).
Risolvere i conflitti nel matrimonio
Risolvere i conflitti nel matrimonio
Alla maggior parte di noi, a prescindere dalla chiesa di appartenenza, piacciono i matrimoni ideali. Ma nel volere quello, possiamo mettere obiettivi ed aspettative irrealistiche sui nostri coniugi. Quando essi non corrispondono ad possiamo dimenticare di rispettare le loro scelte e provare risentimento diventando ciechi alla nostra parte dei ruoli di coniuge. Pensiamo che solo i nostri partners sono in colpa, e giustifichiamo I nostri sentimenti a causa di ciò che essi ci hanno fatto. L’ anziano Carlos E. Asay, un altro dirigente mormone ci ricordò di evitare i conflitti:
“Non contendete o discutete sui punti di dottrina. Il Maestro ha avvertito che ‘lo spirito di contesa non è di me, ma del diavolo’ (3 Nefi 11:29). Se ricorriamo a tattiche sataniche per tentare di raggiungere scopi giusti siamo incoerenti. Tale incoerenza sfocia solo in frustrazione, perdita dello Spirito, e alla fine sconfitta. ” (Carlos E. Asay, in Conference Report, Oct. 1981, p. 93; or Ensign, Nov. 1981, p. 68).
Nel risolvere i conflitti nel matrimonio, dobbiamo concentrarci sulle nostre debolezze. L’anziano Neal A. Maxwell, nel discutere come i mormoni dovrebbero interagire con membri della chiesa meno fedeli, notò un principio importane per ognuno di noi, particolarmente ai coniugi:
“Se la scelta è fra riformare gli altri membri della chiesa o noi stessi, c’è veramente da chiedersi da dove cominciare? La chiave è di tenere gli occhi bene aperti sui nostri difetti e parzialmente chiusi sulle colpe degli altri—e non il contrario! Le imperfezioni degli altri non ci danno il permesso di evitare di lavorare sulle nostre imperfezioni.” (In Conference Report, Apr. 1982, p. 57; or Ensign, May 1982, p. 39.)